Dickens a New York - Graziella Martina - In viaggio con gli scrittori

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Livello 1

Maiali a New York
Tratto dal libro "Di viaggi e di mare" di Charles Dickens






…Attraversiamo qui, facendo attenzione ai maiali. Due scrofe corpulente seguono una vettura al piccolo trotto, mentre una formazione di una mezza dozzina di porcellini perbene ha appena svoltato l'angolo.
   Un suino solitario torna tranquillamente a casa. Ha un orecchio solo, l'altro l'ha abbandonato ai cani randagi in una delle sue escursioni in città, ma non ne sente la mancanza. Conduce un'esistenza errante da gentiluomo, che in qualche modo somiglia a quella dei frequentatori dei club di casa nostra. Egli lascia il suo quartiere tutte le mattine a una certa ora e si inoltra nella città, passando la giornata in modo soddisfacente. Ricompare sulla soglia di casa la sera, come il misterioso padrone di Gil Blas 24). E' disinvolto e spensierato e ha un'ampia cerchia di relazioni fra i suoi simili dallo stesso carattere, che conosce soprattutto di vista, dato che raramente si prende la briga di fermarsi a scambiare un saluto con loro. Preferisce costeggiare il canale di scolo grugnendo e tirando su con il muso le notizie e i pettegolezzi provenienti dalla città sotto forma di torsoli di cavolo e di rifiuti. Come compagnia, ammette solo la propria coda, un mozzicone lasciatogli dai cani, suoi vecchi nemici. E' in tutto e per tutto un porco repubblicano, che va dove ha voglia di andare e si mescola con la migliore società su di un piede di parità, se non di superiorità, tanto è vero che tutti gli cedono il passo appena compare e i più alteri gli lasciano la parte interna del marciapiede, se è questo il suo desiderio. E' un grande filosofo e raramente si emoziona, salvo che alla vista dei cani. A volte gli luccicano gli occhi davanti alla carcassa di un amico appesa alla porta di una macelleria, ma poi grugnisce pensando: "Così è la vita, tutta la carne è porco!" e si avvia dondolando lungo il rigagnolo con il muso nel fango, consolandosi all'idea che quello è pur sempre un grugno di meno alla ricerca di torsoli di cavolo. Questi maiali dal dorso bruno e magro come il coperchio delle vecchie valigie di crine, pieno di macchie scure, dall'aspetto malsano, dalle zampe lunghe e macilente e dal

grugno così aguzzo che, supponendo di poterne persuadere uno a farsi fare uno schizzo di profilo, sarebbe impossibile riconoscervi un porco, sono i netturbini municipali. Nessuno se ne prende cura, nessuno li nutre, li guida o li cattura. Sono abbandonati a se stessi sin dalla più tenera età e quindi diventano straordinariamente furbi. Conoscono il proprio ambiente meglio di chiunque altro e, quando viene la sera, li si vede rientrare a dozzine, mentre mangiano fino all'ultimo momento. Capita che un individuo giovane, reduce da una grande abbuffata o tormentato dai cani, torni trotterellando timorosamente, come un figliol prodigo, ma non è una cosa comune. I loro attributi principali sono un perfetto autocontrollo, la fiducia in se stessi e un incrollabile sangue freddo…

 
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