Favole e tabuturisti
Fra le cose sbagliate che ho fatto nella mia vita c'è stata questa di fare dono di uno dei libri che ho scritto o tradotto al destinatario di turno, che pensavo potesse essere interessato e che invece si è rivelato non esserlo affatto.
Un anno, al Salone del libro di Torino, avevo incontrato casualmente Marco Aime. Mentre mi presentavo a stavo per stringergli la mano sono stata sorpassata, con leggera spinta laterale, da una signora che ha cominciato a parlare con lui con molta decisione. Era probabilmente una “addetta ai lavori” con incarico ufficiale dal Salone del Libro. Non mi è rimasto che mettermi in coda ed aspettare pazientemente.Quando è stato il mio turno, mi sono ripresentata e gli ho mostrato il libro di Note Antropologiche alle Mille e Una Notte di Richard Francis Burton. Lui ha dato un'occhiata alla copertina e, quando ha visto il nome dell'autore, mi ha immediatamente indicato la casa editrice Ponte Alle Grazie, la sua, che aveva in catalogo il testo di Ilija Trojanov dal titolo Il collezionista di mondi dedicato al grande esploratore. Ho salutato Aime e mi sono avviata verso lo stand della casa editrice. Ho chiesto alla ragazza che era allo stand di indicarmi dove fosse il libro su Burton, ma lei non lo conosceva e on mi è stata di aiuto nel trovarlo. A tutt'oggi non ho avuto occasione di vedere il contenuto del testo, nelle librerie in cui avevo chiesto non ce l'avevano e, prima di ordinarlo, avrei almeno voluto farmi un'idea del suo contenuto.
Tempo dopo, sempre al Salone del Libro di Torino, ho avuto modo di incontrare il professore di Antropologia Adriano Favole. Stava aspettando che aprissero l'aula dove doveva tenere una conferenza ed abbiamo chiacchierato un po'. (Nuova Caledonia) Prima di lasciarci, gli ho lasciato un catalogo dei miei lavori nel campo della letteratura di viaggio.
Un collega di Roma mi ha mandato un articolo di Antonio Favole tratto dal Corriere della Sera nelle pagine dedicate alle disavventure del “tabuturismo”.
Cinque righe dell'articolo sono dedicate a Richard Francis Burton. Le traschivo:
“I luoghi furono spesso luoghi di profanazione oltre che di devozione, come mostrala lunga lista degli occidentali non islamici che visitarono clandestinamente La Mecca, come il celebre esploratore Richard Burton nel suo viaggio Viaggio a Medina e a La Mecca (Ibis Edizioni)”.
Accomunare ad un “tabuturista” Richard Francis Burton, che per tutta la vita è stato uno studioso appassionato dell'Islam e della cultura araba, un pioniere nella comprensione dell'oriente, traduttore delle Mille e una Notte mi sembra indegno. Per fortuna il grande esploratore non ha bisogno dei giudizi del prof. Favole. Lui si sta sempre più affermando a livello internazionale per il suo talento di linguista e per la sua profonda conoscenza della religione e dei costumi islamici.